Torre Campanaria |
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Torre
campanaria (interno) |
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La porta situata nella prima
campata a sinistra della cattedrale permette l'accesso alla
cella inferiore del campanile, e per questo al vestibolo e
alla cappella santuarioorta, in legno intagliato e policromo,
con sormontatura e fastigio ondulato e scanalato, impreziosito
ai lati da lesene recanti tralci vegetali, quasi a voler sottolineare
la ricchezza di ornati degli interni.
La cella inferiore del campanile è sormontata da una
volta a botte che poggia su una cornice aggettante, sostenute
da mensole variamente ornate, importante, perché oltre
a riflettere il gusto pisano è ravvisabile in esso
l’adesione del maestro alla ripresa di uno spirito classicista
di sapore arcaicizzante come dimostrano le modanature delle
cornici d’imposta scolpiti a ovoli e fuseruole a quelle
delle mensole realizzate con analoghi motivi classicheggianti
o fito zoomorfi. |
| (Mensola
decorata con un motivo di foglie stilizzate di gusto tardo-classico).
Il Delogu descrive: mensole di forte rilievo modanate
in tori, in volute, in cartocci e decorate con figure zoomorfiche
ed umane. Lo stesso studioso le fa appartenere al filone
pisano alla fine del XIII secolo che trova una compiuta
espressione nelle chiese pisane sarde. |
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Mensola a raffigurazione
zoomorfa, raffigurante un caprone. |
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Mensola a raffigurazione zoomorfa,
raffigurante un leone che sbrana il capro. |
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Mensola decorata
con due “cartigli” avvolti e segnati alla
metà da due fascette. |
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Mensola decorata
con due “cartigli” avvolti e scanalati
al centro. |
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Mensola con decorazione
a tre “ cartigli” avvolti e stretti al centro
da un nodo. Il primo basso è percorso da nervature
orizzontali. |
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Mensola decorata con
motivo a fusarole tra due “cartigli” avvolti
e stretti al centro da un nodo. |
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I
caratteri particolari di queste modanature che trovano
poco riscontro con la sobrietà degli ornati
e con lo schema austero della chiesa fa presumere
che il campanile sia un’aggiunta successiva
all’originario impianto; si rimane comunque
in epoca romanica, verosimilmente intorno al 1215
– 1250, data approssimativa per la fabbrica
romanica del campanile di Suelli disposto a sinistra
della facciata in una posizione simile a quella di
Santa Maria di Castello in Cagliari anch’essa
ha canna quadrata.Nel periodo catalano aragonese,
prima del 1418, la torre campanaria subì ad
opera di costruttori aragonesi ulteriori modifiche,
che interessarono soprattutto la parte alta della
torre campanaria, infatti venne sopraelevate a fino
al piatto terminale archeggiato. |
Attualmente
si presenta a pianta quadra con due finestre per lato,
coronata da una cornice terminale merlata. Le modifiche
architettoniche della torre durante il periodo catalano
aragonese sono da considerarsi pressoché coeve
ai rimaneggiamenti stilistici e architettonici della
cattedrale. Nella cella, creatasi con l’avvenuta
sopraelevazione, della torre vi furono disposte cinque
campane.
La campana collocata a nord appartiene al 1539 e porta
l’iscrizione: Sancte Georgi Ora Pro Nobis –
anno MDXXXIX attorno, in basso rilievo, sono riprodotte:
la Madonna; San Pietro e San Giorgio.
La campana posta a mezzogiorno è del 1598 e
fu fusa a Cagliari dal noto campaner Lorenzo Broto,
(un artista napoletano che lavorava il bronzo per
la fusione delle campane e che abitava nel quartiere
di Lapola fortemente impegnato negli anni 1578-1614).
Il suo nome è facilmente deducibile dalla leggenda:
Ave Maria Gratia Plena, Dominus Tecum Benedica Tu
– Anno Domini MDLXXXVIII – Magister Laurentius
Broto Neapolitanus Me Fecit Calari – S.Petre
Ora Pro Nobis - S. Georgi Ora Pro Nobis. Attorno,
in basso rilievo, la santa croce, San Pietro e San
Giorgio.
La campana collocata nella finestra rivolta a sud-est
dovrebbe essere la più antica.
L’anno è indecifrabile, potrebbe leggersi
MCXC. Ammessa questa data, si avrebbe il documento
storico più importante del periodo in cui non
solo fu costruito il campanile, ma la stessa cattedrale.
La campana collocata volta alla piazza porta l’iscrizione
in lettere gotiche da cui si rileva l’anno della
sua fonditura, 1658, ed il nome dell’artigiano
Maria Francesco Leca: I.H.S. Maria Franciscus Leca
Me Fecit – A.D.MDCLVIII.
Nella cella formata dalla sopraelevazione della Torre
è collocato il campanone fuso, come ci indica
la leggenda, nel 1637: S. Georgi Ora Pro Nobis A.D.
MDCXXXVII. Attorno in basso rilievo sono rappresentati
il Crocifisso, la Madonna e San Giorgio. |
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