Territorio
 

La storia a ritroso del territorio e dei confini suellesi.

La Trexenta, uno dei maggiori granai dell’isola, luogo per eccellenza dell’openfield e della monocoltura cerealicola, si presenta nell’immagine cartografica fissata dal La Marmora al 1839 come sistema formato da nove centri disposti attorno al cuore agricolo dell’area, ed una fascia più esterna, costituita da sei centri (nella quale l’appartenenza alla regione storica si fa incerta al limite del Parteolla, Gerrei, Siurgus, Marmilla). La continuità insediativa, a ritroso nel tempo è garantita solo per i primi nove; per gli altri il popolamento segnala alterne vicende, secondo i censimenti S.Andrea lo ritroviamo solo nel 1728; Barrali nel 1655; Donori nel 1624; Pimentel addirittura fondato ex novo nel 1670 a colonizzare una vasta area di popolamento. Viceversa tra i censimenti del 1688 del 1698, scompare il villaggio di Segolai il più piccolo dei centri della Trexanta interna a causa delle crisi epidemiche e di sussistenza che investono la Sardegna in questa fase e che viene inglobato dal centro urbano di Senorbì.
Suelli è il caso emblematico, nel quale i confini delle pertinenze territoriali, la toponomastica dei limiti comunali definiti nel 1844 sono quelli tracciati sei secoli prima, quando i giudici di Cagliari perimetrarono lo spazio spettante alla stessa “villa” come sede della diocesi delle Barbagie.
Questa estrema conservatività ci consente di leggere i modi e le forme della costruzione popolare del territorio nell’800 (1800-1840).
I confini antichi del saltus della villa di Suelli sono descritti con precisione in una Carta del giugno 1215 con la quale la giudicessa cagliaritana Benedetta de Lacon confermava la donazione che un giudice di nome Torchitorio aveva fatto in onore di San Giorgio, primo vescovo delle Barbagie, in una data collocabile intorno al mille (nel governo del giudicato cagliaritano sarebbe stato Torchitorio II e avrebbe regnato approssimativamente tra il 990 - 1010).
- Con una carta di pochi anni posteriore, redatta in Suelli il 20 luglio del 1219, un altro giudice Torchitorio faceva donazione al figlio Salusio di Lacon della “Encontrada di Trexenta”con tutte le sue ville e pertinenze e ne precisa il perimetro (Codex Diplomaticus). Tale perimetro lasciava fuori il saltus di Suelli, già descritto nella donazione più antica.
Sul lato opposto, lungo il limite con la “Contrada de Siurgos”, documenti coevi riguardanti insediamenti minori, riferibili a precedenti documenti sulla base di corrispondenze toponimiche esatte, offrono un aiuto insperato e spesso decisivo alla ricostruzione del margine.
Le Carte Volgari sono: la Carta XVII datata 8 marzo 1217 e attinente la “ domestia de Sanctu Jordi de bau de piscopu” e Carta XIX del 10 luglio 1225 che riguarda la “domestia de padru de Sisini”.Il primo documento che fissi invece su base cartografica i confini in questione è il Processo verbale di delimitazione del territorio di Suelli redatto il18 marzo 1844, cui corrispondono le mappe costituite da 8 tavole, in scala 1:5000 e un quadro d’unione in scala 1:20000 datate 31 dicembre 1844. I tracciati stabiliti in quella data vennero perfezionati con la risoluzione di due controversie tra il comune di Suelli e tra il comune di Senorbì e di Arixi e mantenuti fino ad oggi. A differenza di questi documenti moderni, che fanno ampio uso dei punti cardinali, distanze metriche, angoli salienti e rientranti, nelle carte giudicali sono soltanto osservati e percorsi gli elementi della morfologia, dell’idrografia e della costruzione antropica del territorio che descrive l’assetto territoriale medioevali. Confrontando le Carte IGM attuali con l’assetto territoriale medioevale il risultato è sorprendente, nell’arco di 1000 anni queste linee sono rimaste pressoché immutate.

 
 
Web master: Maria Luisa Lai, Serenella Lai, Bernardetta Sirigu