Questi
interventi hanno permesso la
ventilazione alla base delle murature e quindi il processo
di evaporazione dell’umidità risalita. Oltre
ai lavori di consolidamento, sono stati realizzati, nell’ambito
dell’intero complesso comprendente il santuario, l’antisantuario
e la zona della cella campanaria, massetti in coccio pesto.
Ogni fase di intervento ha tenuto conto in particolar modo
del principio di conservazione dell’aspetto estetico
e storico della struttura. Sulla base di questo principio
sono stati realizzati i lavori di riposizionamento delle
maioliche settecentesche situate nel Santuario.
Durante i lavori di restauro sono state compiute alcune
scoperte che hanno interessato in particolar modo il sepolcro
di San Giorgio Vescovo di Suelli. L’indagine effettuata
nel santuario e nell’antisantuario, dall’archeologa
Silvia Altana Manca e seguita dal Sig. G. Bacco, ha riportato
alla luce nell’antisantuario la sovrapposizione di
tre piani pavimentali in coccio pesto (un impasto di calce
e terracotta triturata).
L’indagine ha messo in luce le diverse fasi di frequentazione,
oltre che i numerosi rimaneggiamenti del sito dove adesso
sorge l’attuale santuario.
Il primo strato di pavimentazione, situato a soli 10 cm
da quello attuale risale al XII-XIII sec., il secondo è
databile intorno al X-XI sec., mentre l’ultimo e più
profondo strato probabilmente risale al VI e VII sec.
Gli scavi hanno fatto riemergere diversi frammenti fittili,
alcuni di tipo religioso (chiodi, una piccola croce, una
borchia..). Inoltre, nel secondo strato di pavimentazione,
è stata rinvenuta una lastra monolitica rettangolare,
che successivamente si è rivelata un pozzetto in
muratura accuratamente intonacato, coperto da una pesante
lastra in pietra, la cui tipologia corrisponde a quella
di un “ sepolcrino” per la consacrazione degli
altari in uso nel medioevo. Benché frugato conteneva
ancora i cocci di un vasetto in vetro policromo , frammenti
di lamine in piombo e briciole d’ossa.
Questo ritrovamento farebbe presupporre che tale sepolcrino
altro non sia che la tomba di San Giorgio che in contrapposizione
alla credenza popolare si troverebbe non lungo alla parete
sinistra del santuario ma sotto l’altare dell’antisantuario.
L’indagine archeologica non conferma questa tesi lasciando
ancora aperte numerose problematiche sull’ ubicazione
della tomba del Santo. Per avere maggiori chiarimenti si
rendono necessarie ulteriori ricerche utili per una lettura
più completa e più ampia delle stratigrafie.
Il ritrovamento o meno della
tomba di San Giorgio non potrà mai influire sulla
plurisecolare devozione del paese poiché San Giorgio
trova la sua dimora nel cuore degli abitanti.
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