Sepolcro
   
Tra il 1999 e il 2000 le precarie condizioni delle strutture murarie del Santuario hanno reso necessario un intervento di restauro al fine di risanare l’edificio dall’azione devastante dell’umidità. Si sono così resi necessari lavori di deumidificazione delle murature realizzati mediante la predisposizione di una intercapedine al di sotto delle pavimentazioni, collegata allo scannafosso esterno con due tubi di areazione.
Questi interventi hanno permesso la ventilazione alla base delle murature e quindi il processo di evaporazione dell’umidità risalita. Oltre ai lavori di consolidamento, sono stati realizzati, nell’ambito dell’intero complesso comprendente il santuario, l’antisantuario e la zona della cella campanaria, massetti in coccio pesto. Ogni fase di intervento ha tenuto conto in particolar modo del principio di conservazione dell’aspetto estetico e storico della struttura. Sulla base di questo principio sono stati realizzati i lavori di riposizionamento delle maioliche settecentesche situate nel Santuario.
Durante i lavori di restauro sono state compiute alcune scoperte che hanno interessato in particolar modo il sepolcro di San Giorgio Vescovo di Suelli. L’indagine effettuata nel santuario e nell’antisantuario, dall’archeologa Silvia Altana Manca e seguita dal Sig. G. Bacco, ha riportato alla luce nell’antisantuario la sovrapposizione di tre piani pavimentali in coccio pesto (un impasto di calce e terracotta triturata).
L’indagine ha messo in luce le diverse fasi di frequentazione, oltre che i numerosi rimaneggiamenti del sito dove adesso sorge l’attuale santuario.
Il primo strato di pavimentazione, situato a soli 10 cm da quello attuale risale al XII-XIII sec., il secondo è databile intorno al X-XI sec., mentre l’ultimo e più profondo strato probabilmente risale al VI e VII sec.
Gli scavi hanno fatto riemergere diversi frammenti fittili, alcuni di tipo religioso (chiodi, una piccola croce, una borchia..). Inoltre, nel secondo strato di pavimentazione, è stata rinvenuta una lastra monolitica rettangolare, che successivamente si è rivelata un pozzetto in muratura accuratamente intonacato, coperto da una pesante lastra in pietra, la cui tipologia corrisponde a quella di un “ sepolcrino” per la consacrazione degli altari in uso nel medioevo. Benché frugato conteneva ancora i cocci di un vasetto in vetro policromo , frammenti di lamine in piombo e briciole d’ossa.
Questo ritrovamento farebbe presupporre che tale sepolcrino altro non sia che la tomba di San Giorgio che in contrapposizione alla credenza popolare si troverebbe non lungo alla parete sinistra del santuario ma sotto l’altare dell’antisantuario.
L’indagine archeologica non conferma questa tesi lasciando ancora aperte numerose problematiche sull’ ubicazione della tomba del Santo. Per avere maggiori chiarimenti si rendono necessarie ulteriori ricerche utili per una lettura più completa e più ampia delle stratigrafie.
Il ritrovamento o meno della tomba di San Giorgio non potrà mai influire sulla plurisecolare devozione del paese poiché San Giorgio trova la sua dimora nel cuore degli abitanti.


 
 
Web master: Maria Luisa Lai, Serenella Lai, Bernardetta Sirigu