San
Giorgio nacque tra l’ XI e il XII sec. nel regno di
Calari con capoluogo Sant’Igia (attuale quartiere di Stampace
– Cagliari) da Lucifero e Vivenzia, servi della gleba di una
nobildonna di nome Greca di Surapen dalla quale fu dichiarato libero
per poter accedere allo stato clericale, in quanto già da
bambino si dimostrò penitente e pieno di virtù. Fu
avviato allo studio delle lettere, divenne esperto di latino e greco
e a soli 22 anni fu consacrato Vescovo della Barbagia con sede a
Suelli.
Fu per la diocesi un vero pastore, amante dei poveri che aiutava
secondo le sue possibilità e dei quali possedeva una lista.
San Giorgio durante il corso della sua vita divenne noto sia per
la sua beatitudine sia per i suoi numerosi miracoli.La tradizione
vuole che la stessa origine della nascita della diocesi suellese
sia legata al miracolo che egli operò in favore del giudice
Torchitorio, liberandolo dal flagello degli insetti che infestavano
la sua tavola.
Il giudice volendo dimostrarsi grato al suo benefattore lo propose
come Vescovo facendo istituire, proprio per lui, una nuova diocesi:
la Diocesi di Barbarie.
Torchitorio, con l’istituzione della diocesi diede al nuovo
prelato la villa di Suelli con ampio raggio di territorio, altrettanto
fece la moglie Sinispella che offrì la sua eredità,
la villa di Simieri e tutto ciò che ad essa apparteneva,
a beneficio anche dei suoi successori.
Fu per la diocesi un vero pastore, amante dei poveri che aiutava
secondo le sue possibilità e dei quali possedeva una lista.
San Giorgio durante il corso della sua vita divenne noto sia per
la sua beatitudine sia per i suoi numerosi miracoli.La tradizione
vuole che la stessa origine della nascita della diocesi suellese
sia legata al miracolo che egli operò in favore del giudice
Torchitorio, liberandolo dal flagello degli insetti che infestavano
la sua tavola.
Il giudice volendo dimostrarsi grato al suo benefattore lo propose
come Vescovo facendo istituire, proprio per lui, una nuova diocesi:
la Diocesi di Barbarie.
Torchitorio, con l’istituzione della diocesi diede al nuovo
prelato la villa di Suelli con ampio raggio di territorio, altrettanto
fece la moglie Sinispella che offrì la sua eredità,
la villa di Simieri e tutto ciò che ad essa apparteneva,
a beneficio anche dei suoi successori.
La diocesi comprendeva i territori della Trexenta e si estendeva
nella Barbagia inferiore chiamata Barbaria o Ullastra. Non è
chiaro per quanto tempo governò la diocesi, ma il carisma
della sua personalità e i suoi prodigi furono tali da creare,
alla sua morte ( avvenuta in base alle fonti storiche il 23 aprile
1117) , un vero e proprio culto.
Dichiarato Santo dalla voce popolare, il suo culto fu riconosciuto
dai suoi successori che ne proclamarono la santità, probabilmente
subito dopo la sua morte.
Purtroppo si è dimostrata vana la ricerca di un qualunque
“Catalogus Sanctorum Sardiniae” o Martirologio o Calendario
antico (che si presume sia andato perduto) che testimoni il suo
processo di canonizzazione nel XII secolo, soprattutto perchè
in quel periodo non era ancora in vigore istruire un regolare processo
di canonizzazione.
Legato al culto di San Giorgio vi fu un proliferare di chiese e
cappelle che sorsero soprattutto nei centri in cui svolse la sua
opera pastorale come testimoniano le chiese a lui dedicate: a Suelli,
Anela, Bitti, Lotzorai, Perfugas, Ruinas, Ossi, Urzulei, le cappelle
di Girasole e Tortolì e le feste in suo onore che hanno luogo
a Bosa, Baressa, Bonnannaro.
Nel 1603 il vescovo Lasso Çedeno di Cagliari riacquista da
privati e riconsacra la chiesa di Stampace, ritenuta l'abitazione
in cui San Giorgio nacque.
Nel 1606 il Papa Paolo V concede l’indulgenza plenaria a coloro
che nel giorno della festa di San Giorgio visitassero la chiesa;
due anni dopo la concedeva anche per la cattedrale di Suelli.
Successivamente Monsignor Alfonso Lasso Sedeno, allo scopo di eliminare
qualsiasi pericolo di confusione tra le figure di San Giorgio vescovo
di Suelli e il martire San Giorgio da Palestina, fissa definitivamente
la data della festività a lui dedicata il 23 Aprile.
Suelli è ancora centro del suo culto e meta di venerazione
per i fedeli che vogliono pregare di fronte alla sua tomba. Il punto
esatto dove si trovano custodite le spoglie mortali di San Giorgio
rimane ancora ignoto, ma secondo la tradizione giaciono nella cappella
addossata all’antica cattedrale di Suelli, comunemente chiamata
Santuario di San Giorgio. Purtroppo nessun documento lo attesta
in modo esplicito, ma recenti scavi sembrano confermare questa convinzione.
In suo onore nel caratteristico paese della Trexenta si celebrano
2 feste, una il 23 Aprile, giorno della sua morte, una il lunedì
successivo al giorno di Pentecoste.
Quest’ultima prevede, oltre alla processione religiosa, diverse
manifestazioni di carattere civile e folkloristico. |