Retablo vestibolo
 
Il retablo è una grande ancona con scomparti dipinti alternati a scomparti in rilievo, inquadrata in una cornice architettonica molto elaborata e ricca di figure e colonne intagliate; si diffuse in Europa a partire dal XVI secolo e soprattutto in Spagna, dal catalano rotule, deriv. del latino tabula “tavola”.
Il retablo dell’antisantuario o vestibolo rappresenta la vita del Santo nei momenti più significativi del suo apostolato.
Nei pannelli del retablo dell’antisantuario sono ritratti: San Giorgio Vescovo contro il drago; la liberazione di un ossesso ; la guarigione di un cieco; la liberazione dagli insetti della mensa del giudice Torchitorio; la liberazione di uno schiavo; la fenditura del monte di Osini che ancora oggi si ricorda con il nome di scala de Santu Jorgi.
Nel timpano è rappresentata l’incoronazione della Vergine; mentre nella predella sono presenti uno stemma vescovile; San Simmaco; Sant’Ilario papa; l’ultima cena; San Lucifero; Sant’Eusebio e uno stemma vescovile.
Il pittore che dipinse le tavole del retablo fu per lungo tempo definito un artista sardo. In una prima datazione il Delogu lo ritenne risalente al XVIII secolo, mentre la Serra attribuì l’opera ad un'artista del secondo quarto del secolo XVII in quanto presentava analogie stilistiche con altri retabli oristanesi con cui hanno in comune tipi fisionomici simili, identica prospettiva della mensa punteggiata da piccoli tratteggi scuri e analogo atteggiamento di Giovanni nel reclinare il capo sulle spalle del Cristo. Queste somiglianze sono ravvisabili nello scomparto pittorico di Suelli riguardante l’ultima cena, situato nella predella,
L’aria stupefatta dei volti, il contrasto dei cromatico tra il verde, azzurro e oro, l’impiego di una luce bianca irreale con caratteri stilistici comuni non solo alle opere pittoriche suddette ma a tutte quelle che progettò il maestro denominato dalla Serra “il Maestro dagli occhi tondi”. Tale personalità è stata recentemente associata alla figura di Giovanni Angelo Puxeddu, un artista distante dai vincoli accademici, ma di formazione tardo – manierista locale. Giovanni Angelo Puxeddu era pittore e scultore capace quindi di far fronte da solo all’esecuzione di imponenti macchine architettoniche quali erano i retabli. Si ipotizza che avesse contribuito oltre a dipingere le tavole, alla realizzazione dell’opera lignea con i suoi scomparti e la sua ricca trabeazione, databile anch’essa nel secondo quarto del secolo.

 
   
   

 
 
Web master: Maria Luisa Lai, Serenella Lai, Bernardetta Sirigu