| Organo |
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Le notizie
storiche sull’attività organaria nella chiesa
si San Pietro a Suelli sono state tratte dall’Archivio
della Curia Arcivescovile di Cagliari e sono dei dati relativi
agli anni compresi tra il 1709 (data del primo intervento
documentato in cui l’organo viene accomodato), e il
1767. Vengono citati alcuni nomi di organari e si ha notizia
del pagamento di 625 lire per la costruzione di un nuovo
organo nel 1728. Il carpentiere Marco Antonio De Negri,
che collabora con l’organaro Lazzari, molto attivo
in Sardegna, per la costruzione dell’organo della
parrocchia di Villanovafranca e questa notizia ci permette
di ipotizzare anche una collaborazione tra i due anche per
l’organo di Suelli, non necessariamente questo, infatti
i documenti segnalano la collaborazione di un nuovo organo
nel 1765, periodo della documentazione del De Negri.
Nel periodo antecedente al suo restauro era collocato nel
coro in abside, e sollevato dal calpestio da un gradino
di circa 25 cm.
L’organo è costituito da cassa, tastiera e
pedaliere, crivello, canne, mantici. |
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La cassa di dimensioni
non comuni in Sardegna, infatti misura 4 metri
in altezza, 2.60 cm in larghezza
e 1.12 cm di profondità nella parte più ampia,
mentre la parte alta contenente le canne appare invece particolarmente
sottile.
Altre caratteristiche degne di interesse, che permetterebbero
di individuare la tipologia costruttiva, sono le cerniere
di pregevole fattura, i semplici
fregi della facciata, gli occhielli metallici collocati
immediatamente sotto il fastigio, indicano la presenza di
un’ asta metallica per la collocazione di una tenda
scorrevole, prassi dell’organaria siciliana o meridione
d’ Italia. |
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| Il colore
originario dello strumento, facilmente visibile in varie
parti del manufatto, appare celeste, leggermente tendente
al verde acqua e causa dell’ossidazione.
Allo strumento è stato asportato la pedaliera, il
suo frontale e la sua tastiera originale e sostituito con
uno di fattura industriale tipo armonium.
La secreta, chiusa da tre ante numerate, contiene 46 ventilabri
essendo l’estensione dello strumento di 45 note, questo
avvalorerebbe l’ipotesi della presenza di un accessorio
collocato sulla coperta del someliere. Il someliere è
a tiro: i tiranti sono metallici, con pomello tornito tipico
della scuola napoletana.
L’analisi del crivello e dei reggicanne di facciata
indica la seguente disposizione fonica dello strumento:
• Principale 8’ aperto, in facciata dal Mi1
al Do4 (31 canne) con le prime due canne in legno ai lati
della cassa (presenti) e le ultime 12 canne di metallo dietro
la facciata stessa;
• Voce umanadal Si2 (Do3);
• Ottava 4’, 8 canne di legno e 37 di metallodecimaquinta;
• Decimanona;
• Vigesimaseconda;
• Vigesimasesta;
• Vigesimanona.
La facciata, di zinco pitturato, non è originale
e che quindi deve essere rifatta totalmente in stagno.
Le canne interne, di legno e piombo, sono di pregevole fattura
e devono essere totalmente ripristinate.
Il numero totale di canne che lo strumento aveva in origine
dovrebbero essere 340 di cui 10 in legno, 31 in stagno per
la facciata, 299 di piombo; più l’accessorio.
Il crivello, nonostante alcuni diminuzioni, appare abbastanza
integro.
Dopo l'imponente restauro che
ha restituito l'organo al suo antico splendore, l'opera
è stata collocata all'interno dell'ex cattedrale
nella cappella a sinistra.
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